Teatro

L’Olandese Volante (Radiodramma, RadioTre, 1996)

 

QUINTA VOCE (Olandese Volate) – Trentadue. Anch’io non le vedo da tanto, mi sembra da secoli. Brillavano nell’erba, in campagna e in volo, a mezz’altezza, in Liguria d’estate. Le prendevamo con le mani, chiudendole di scatto ma con attenzione, lasciando dentro un incavo, le sentivo aggirarsi nella mano e poi infilavo il pugno in un barattolo, lo aprivo, sfilavo la mano e tappavo il vetro. In pochi minuti vedevi le lucciole brillare nel vetro, nel buio, come una lanterna magica. Una volta, a Spotorno, di sera, correvo con mio fratello nel giardino e ne prendemmo tante, riempii un barattolo. Ricordo mia madre e mio padre sulla panchina, illuminati dai fari nascosti delle piante grasse sembravano ancora più abbronzati e più giovani, c’era una vasca piena di grossi pesci rossi con delle luci subacquee che mi incantavano…

Cresce musica di Springsteen. 

…E incantavano le farfalline notturne. Che si gettavano nell’acqua, verso la luce, e i pesci, zac!, se le mangiavano, ma io le capivo, ero più attratto di loro. Ricordo la vasca di piastrelle azzurre, i fari, i pesci luccicanti per i riflettori, nella sera, e, poco lontano, sulla panchina, il mio barattolo pieno di piccoli punti di luce volanti. “La lampada di Aladino” disse mio padre. Che cos’è, gli chiesi. La lampada magica di un arabo, rispose, ma cambiò subito discorso.

Scema musica.

…Ero piccolo ma capivo. Era una storia che probabilmente conosceva poco. A volte gli capitava. Buttava lì una storia ma alla mia domanda, puntuale, di andare avanti, si fermava. Se non riusciva a inventarsela subito gli seccava farsi cogliere impreparato e cambiava discorso. Ne raccontava subito una migliore. 

Pausa.

 

…La Liguria è vicina. Di notte si sente ancora di più.

 

 

Da Il segreto di Morgan (Radiodramma, RadioTre, 1997)

 

Rumore di uomini che combattono, sciabole. Spari. Tumulto, grida di gioia e di vittoria.

 

WELLES (voce un po’ grassa e profonda, da cinquantenne robusto)  Anche questa è fatta.

 

MORGAN (voce giovane, forte, calma)  Così pare.

 

WELLESÈ il terzo vascello in un giorno. Mai capitato, con legni separati. E non è ancora il tramonto. (Spari in aria e grida di giubilo)

 

MORGANPuoi metterti l’anima in pace. Non attaccheremo più nessuno, oggi, neanche se ci venisse in bocca un vascello spagnolo pieno di oro e ragazze.

 

WELLESIndigestione?

 

MORGANNo, sesto senso. Sempre stravincere, mai strafare. Sono un pirata, non un usuraio.

 

MORGANAndiamo, si sono arresi finalmente. Ossi duri.

 

MORGANHanno combattuto all’ultimo sangue. Quelli che si sono arresi lo hanno fatto con dieci ferite ciascuno e una lama alla gola. Il capitano?

 

WELLES (urlando)  Il capitano?

 

VOCI DI PIRATI (nel baccano)   Lo abbiamo fermato in cinque. Voleva buttarsi su Morgan.

 

MORGANPerché non me lo avete lasciato?

 

VOCE DI PIRATANe stavi infilzando quattro. Lo abbiamo bloccato noi, in cinque. È vivo solo per merito della tua legge. Se era per noi…

 

MORGANQualcosa contro la legge? (Silenzio) Il capitano lo uccido io, o lui uccide me, o muore per caso. Ma se possibile va catturato vivo. Decido io la sua sorte.

 

VOCE DI PIRATAÈ una bestia. Si agita anche legato. Sputa veleno come un crotalo.

 

MORGANFate ordine. Tutti sulla tolda. Si spartisce. 

(Urla di gioia)

 

VOCE DI PIRATAEra l’ora!

(Urla di giubilo, spari)

 

WELLESSei ferito, sanguini!

 

MORGANSciocchezze.

 

WELLESAndiamo dal chirurgo.

 

MORGANNon scherzare, una ferita di striscio, sciabola. Combatteva benissimo. Peccato ucciderlo. Avrei preferito farlo dei nostri. Ma con lui ce ne erano altri due, non potevo andare per il sottile.

 

WELLESMors tua vita mea.

 

MORGANÈ dura ma vera, come tutte le tue prediche, professore.

 

URLAMor-gan, Mor-gan, Mor-gan!

 

MORGAN (scende alcuni scalini, ad alta voce)  Prima i prigionieri, poi il bottino.

 

WELLESSono pochi. Quasi tutti sono morti combattendo.

 

VOCE DI UN PRIGIONIEROE noi, sia chiaro, non ci siamo arresi. Mi hanno disarmato e legato solo perché avevo una palla di piombo nella coscia. Non cammino. Ma l’ultima delle mie l’ho sparata a te, pirata schifoso, e ti ho mancato per poco.