Gli spalti e il bosco (Le Lettere, 2004)

Da Gli spalti e il bosco (Le Lettere, 2004)

 

Prometeo quindi non rappresenta, come vorrebbe la vulgata illuminista, la ribellione a Dio, ma la ribellione di Dio. La ribellione di dio contro un’idea barbarica del divino che è stata pensata, poiché nella religione greca, come in tutte quelle non rivelate, dio si manifesta quotidianamente nella natura del mondo, ma la sua essenza proprio in quanto irrivelata, è solo pensabile.

Poiché, come abbiamo già visto, Prometeo incatenato si colloca al centro di una trilogia la cui ultima opera rappresentava una riconciliazione, è importante intuire i termini e il senso di questa riconciliazione di Prometeo con Zeus: grazie al primo l’ordine mutava assumendo in sé elementi prima espunti, a tutto vantaggio dell’uomo. La liberazione di Prometeo, veggente, preveggente, in armonia alchemica con le forze dei quattro elementi primari e benedetto e cullato dalle primigenie divinità acquatiche, la liberazione di Prometeo significava la trasformazione di Zeus, la generazione di una nuova divinità, nata dalla costola prometeica segnata da un traboccante amore per l’uomo.